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venerdì 9 novembre 2007

Piccola canzone - di Hugo von Hofmannsthal

Non t'accorgesti dunque
della musica che tutta avvolgeva la casa?
Era notte fonda e senza stelle.
Ma chi stava su una dura pietra
a suonare dolcemente, ero io.

Quel che sapevo dire, lo dicevo:
"Tu amata, tu mio tutto!"
Ad oriente apparve una luce,
severo il giorno mi sospinse a casa
e la mia bocca tornò di nuovo muta.

martedì 30 ottobre 2007

Giorno di novembre - di Christian Morgenstern

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Come fumo sospesa,
nebbia avvolge le case,
sospinge il mondo in intimi confini;
nessuno esce senza una ragione,
tutto s'acquieta, raccolto in sé.

Diviene leggera
la mano,
e la voce, il gesto è pacato.
Come in un mare profondo,
celati, l'uomo e la terra sognano.




lunedì 15 ottobre 2007

Giornata d'autunno - di Rainer Maria Rilke

herbst2Signore: è tempo. Calda fu l'estate.
Allunga la tua ombra sulle meridiane
e manda liberi i venti sulle pianure.

E che siano pieni gli ultimi frutti,
un giorno ancora li scaldi
il sole del Sud,
finché non maturino del tutto,
e al vino forte aggiungi un'ultima dolcezza.

Chi è senza casa
ora, non la costruirà;
chi è solo
ora, a lungo lo rimarrà,
insonne leggerà, scriverà lettere,
lungo i viali vagherà inquieto,
quando cadono, vorticando, le foglie.

Rainer Maria Rilke: Herbstag da Buche der Bilder

venerdì 14 settembre 2007

Il sogno è una seconda vita - di Gerard de Nerval

"Il sogno è una seconda vita. Non ho mai potuto attraversare senza un brivido le porte d’avorio o di corno che ci separano dal mondo invisibile.

I primi momenti di sonno sono un’immagine della morte. Un intorpidimento nebuloso afferra i nostri pensieri e ci è impossibile determinare l’istante preciso in cui l’io riprende l’opera della sua esistenza, sotto una diversa forma. È un sotterraneo incerto che s’illumina a poco a poco: dall’ombra e dalla notte emergono pallide figure, gravi e immobili, che popolano la sede del limbo. Poi il quadro prende forma, una nuova luce rischiara quelle apparizioni bizzarre: il mondo degli Spiriti si apre per noi.

Swedenborg chiamava tali visioni Memorabilia e ne era debitore più alla fantasia che al sonno; l’Asino d’oro di Apuleio, la Divina Commedia di Dante sono i modelli poetici di questi studi dell’anima umana. Seguendo tali esempi, vorrei tentare di trascrivere le impressioni di una lunga malattia che si è prodotta per intero nei misteri del mio spirito, benché mi chieda che senso abbia usare il termine “malattia”, se mai in vita mia mi sentii meglio di allora. Talvolta mi pareva che la mia forza e la mia operosità fossero raddoppiate; mi sembrava di sapere tutto, di comprendere tutto; l’immaginazione mi donava infinite delizie. Recuperando quella che gli uomini definiscono “ragione”, dovrò forse rimpiangere di averle perdute?"

Gerard de Nerval: Aurelia

leggi il testo completo

lunedì 3 settembre 2007

Giorno di settembre - di Christian Morgenstern


È luminosità d'autunno dolorosamente dolce
che ad un tempo ti libera e t'affligge,
quando la veste cristallina della verità
avvolge d'un alito freddo il bosco e il monte.

È luminosità d'autunno dolorosamente dolce…

giovedì 5 luglio 2007

Canti patibolari - di Christian Morgenstern

Il sospiro
20060306_schneeNotturno un Sospiro sul ghiaccio pattinava
di piaceri e d'amori intanto sognava;
sui bastioni era della grande città:
luminosa di neve gli appariva da là.
A una certa fanciulla il Sospiro pensò,
infuocato d'amor di botto s'arrestò:
il ghiaccio si sciolse, lo trascinò giù
ed egli scomparve, non riemerse mai più.

I due somari

Cupo un asinello e molto triste
alla sposa diletta un giorno disse:
"Stupido io, stupida tu,
andiam a morire, non pensiamoci più!"
Ma la cosa finì, come accade assai spesso:
continuarono a viver contenti lo stesso.

ruscello
L'acqua

Senza dire una parola,
scorre l'acqua e mai riposa.
Altrimenti, d'altro canto
non direbbe che una cosa:
"Birra e pane, amor e fedeltà"
ma che scoperta, che gran novità!
Come volevasi, si è dimostrato
che a stare zitta ci ha guadagnato




Christian Morgenstern: Galgenlieder

martedì 12 giugno 2007

Ricordo - di Ricarda Huch


Un tempo, tanto tempo fa,
ero un albero sulla riva di un monte,
la luna pettinava i miei rami di betulla
con la sua mano bianca.

Sospesa sopra l'abisso,
ondeggiavo al vento sull'aspra pietra,
catturavo nuvole danzanti solo
per un gioco fugace.

Nulla sentivo nell'anima,
non le gioie, non i dolori,
stormivo, appassivo, fiorivo.
Nella mia ombra dormiva il tempo.

Ricarda Huch: Erinnerung

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"c'è voluto un grande talento per diventare vecchi senza essere adulti"
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