venerdì 9 novembre 2007

Piccola canzone - di Hugo von Hofmannsthal

Non t'accorgesti dunque
della musica che tutta avvolgeva la casa?
Era notte fonda e senza stelle.
Ma chi stava su una dura pietra
a suonare dolcemente, ero io.

Quel che sapevo dire, lo dicevo:
"Tu amata, tu mio tutto!"
Ad oriente apparve una luce,
severo il giorno mi sospinse a casa
e la mia bocca tornò di nuovo muta.

martedì 6 novembre 2007

Novembre – di Fabio Tombari

Abitano fuori porta i morti, chiusi nelle loro ville solitarie, sotto alti cipressi. Ad andarli a trovare, è bene camminare in punta di piedi, pregare sottovoce, pianger dentro.
Per l’estatella di San Martino, a sera, nelle sere di bonaccia anche il mare piange. A stare in darsena o da prua su un barcone udrai qualcosa come la morte di Sigfrido di Wagner.

Tutto è deserto quel mare, e tutto chiuso all’orizzonte da nebbioni spioventi e da uragani insonni. Ogni tanto, dal profondo, un rumore sordo come di timpani, poi un silenzio.
Ed è come se al largo, oltre i sogni, oltre il sonno, trafitto e lacerato dal Sagittario il velo della coscienza, s’intravvedesse, oltre al proprio destino, il vero se stesso.
Fabio Tombari: I mesi - Novembre
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martedì 30 ottobre 2007

Giorno di novembre - di Christian Morgenstern

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Come fumo sospesa,
nebbia avvolge le case,
sospinge il mondo in intimi confini;
nessuno esce senza una ragione,
tutto s'acquieta, raccolto in sé.

Diviene leggera
la mano,
e la voce, il gesto è pacato.
Come in un mare profondo,
celati, l'uomo e la terra sognano.




lunedì 15 ottobre 2007

Giornata d'autunno - di Rainer Maria Rilke

herbst2Signore: è tempo. Calda fu l'estate.
Allunga la tua ombra sulle meridiane
e manda liberi i venti sulle pianure.

E che siano pieni gli ultimi frutti,
un giorno ancora li scaldi
il sole del Sud,
finché non maturino del tutto,
e al vino forte aggiungi un'ultima dolcezza.

Chi è senza casa
ora, non la costruirà;
chi è solo
ora, a lungo lo rimarrà,
insonne leggerà, scriverà lettere,
lungo i viali vagherà inquieto,
quando cadono, vorticando, le foglie.

Rainer Maria Rilke: Herbstag da Buche der Bilder

giovedì 11 ottobre 2007

Fiordi, Grilli e civiltà

L’annuncio ha colto gli Svedesi alla sprovvista: lunedì 1° ottobre, Alex Schulman, l’autore del blog più letto e ritenuto il più cattivo di Svezia, annunciava la chiusura del suo diario di bordo, ospitato sul sito del quotidiano Aftonbladet. Sono giunti commenti a centinaia, alcuni lo supplicavano di rinunciare alla sua decisione, altri gli esprimevano la loro comprensione, ma vi era anche chi diceva che era tempo che chiudesse il suo blog, intitolato con scarsa modestia: Essere Alex Schulman.
L’autore ha spiegato, durante una conferenza stampa, d’aver a lungo riflettuto prima di decidere. “All’inizio ero davvero innamorato di questo progetto”, ha affermato riconoscendo d’esser rimasto molto sorpreso dal suo successo. In media “Essere Alex Schulman”, lanciato un anno fa, registrava 250.000 visitatori alla settimana. Poi la vicenda ha preso una piega diversa e l’autore non vi si è più riconosciuto. “Scrivere cominciò a procurarmi angoscia, rimorsi, spesso mi sentivo male”.
Alex Schulman fa autocritica, ma se la prende anche con i propri lettori: “Vi è una sete di cattiveria nel Web. Ogni volta che scrivevo su un personaggio noto, si poteva toccare con mano la sete di sangue fra chi lasciava il suo commento. Ridevano con crudeltà, scrivendo che volevano di più, di più, di più, e proponevano altri nomi contro i quali dovevo lanciare i miei strali”. Il suo disgusto non faceva che aumentare: “Ero sconvolto io per primo dalla mia durezza e insensibilità”.
Così ha messo fine al suo progetto che nelle intenzioni originali doveva essere letterario.
La morale di questa storia? La mia l’ho sintetizzata nel titolo.

martedì 9 ottobre 2007

Il castello di Gormenghast - di Mervyn Peake

Gormenghast, ovvero l'agglomerato centrale della costruzione originaria, avrebbe esibito, preso in sé, una certa qual massiccia corposità architettonica, se fosse stato impossibile ignorare il nugolo di abitazioni miserande che pullulavano lungo il circuito esterno delle mura, inerpicandosi su per il pendio, semiaddossate le une alle altre, fino alle bicocche più interne che, trattenute dal terrapieno del castello, si puntellavano alle grandi mura aderendovi come patelle a uno scoglio.
Questa fredda intimità con la mole incombente della fortezza era concessa alle abitazioni da leggi antichissime. Sui tetti irregolari cadeva, col variare delle stagioni, l'ombra dei contrafforti smangiati dal tempo, delle torrette smozzicate o eccelse e, enorme fra tutte, l'ombra del Torrione delle Selci che, pezzato qua e là di edera nera, sorgeva dai pugni di pietrame nocchiuto come un dito mutilato puntando come una bestemmia verso il cielo. Di notte i gufi ne facevano una gola sonante; di giorno, la sua ombra nera si allungava muta.
Mervyn Peake: Tito di Gormenghast

Gli alberi possono piangere - di Laurent Greilsamer

kast_baum_460Un albero. Spesso lo percepiamo solo come parte di un tutto, come elemento di sfondo. Può accadere però che un albero attiri la nostra attenzione, catturi il nostro sguardo, che la nostra mano poggi sulla ruvida corteccia come sulla spalla di un amico...

Un albero si può ammirare, lo si può amare. Un albero è una sorgente di energia, di bellezza. Vi è poi un albero che non è come tutti gli altri: è l'unico scorcio di natura che una ragazza ebrea, nascosta e reclusa in una soffitta, poteva guardare, che Kastanjeboom_annafrankpermetteva alla sua fantasia di correre lontano...


Il 23 febbraio 1944 annotava sul suo Diario: "Abbiamo guardato il cielo blu, il castagno spoglio con i rami scintillanti di minuscole gocce, i gabbiani e gli altri uccelli che sembravano d'argento nel loro volo verso il sole... Tutto questo ci ha commosso a tal punto che non riuscivamo più a parlare".

E il 13 maggio 1944: "Il nostro castagno è in piena fioritura dai rami più bassi alla cima, è carico di foglie e molto più bello dell'anno scorso".

Questo castagno, che ha più di centocinquant'anni, si trova nel giardino della casa dcasa_franki Anna Frank ad Amsterdam, e ora è malato. Il suo vecchio tronco è attaccato da funghi e parassiti in misura tale da indurre le autorità a decretarne l'abbattimento. Ha trovato però dei difensori: l'Istituto Anna Frank si è opposto a questa condanna a morte e ha ottenuto un rinvio fino al 1° gennaio per presentare proposte alternative.

Un albero non è materia inerte, è una creatura cara e uno specchio. La vecchia quercia porta in sè la saggezza, l'acacia la leggerezza, il pioppo l'eleganza, il cipresso l'austerità. Un albero è respiro e vita.


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"c'è voluto un grande talento per diventare vecchi senza essere adulti"
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