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martedì 1 aprile 2014

Eremo


Il burrone boschivo discendeva in declivio verso la gialla Okà; sul suo fondo scorreva, nascondendosi fra l'erbe, un ruscello; sopra al burrone fluiva il fiume azzurro dei cieli, con un movimento di giorno impercettibile e di notte tremulo di stelle che vi brillavano come pesci d'oro.
Sul pendio a sud-est del burrone cresceva una macchia di arbusti intricata e folta e dove era più densa, sotto una sporgenza a picco, si incavava una spelonca chiusa da una porta fatta con grossi rami abilmente intrecciati. Davanti alla porta si stendeva uno spazio di terreno di circa due metri di lato, rinsaldato e coperto da ciottoli; di là, come una scala, alcune grosse pietre scendevano al ruscello.

Maksim Gor'kij L'eremita

mercoledì 25 aprile 2012

L'irresistibile apocalisse di Rodolfo Wilcock

Capita, quando non ci sono più libri nuovi da leggere, né acquistati né prestati, di rovistare negli scaffali alla ricerca di qualche rilettura che solletichi la fantasia. Capita anche, quando la fortuna arride, di fare autentiche scoperte o riscoperte. Così avendo deciso - in sintonia con l'umor tetro di queste giornate piovosamente uggiose - di rileggere La nube purpurea di M. P. Shiel, romanzo antesignano di tutta la letteratura e la cinematografia apocalittica, in cui è descritta la scomparsa pressoché totale e totalmente meritata del genere umano, sono inciampata nella prefazione di Rodolfo Wilcock. Ridere e far ridere del "più immenso cimitero mai raccontato, più totale perfino del Diluvio Universale", poteva riuscire solo a un talento comico e surreale come il suo.

...Che La nube purpurea, pubblicata nel 1901, sia un capolavoro, continuamente più riuscito e trascendente di un qualsiasi romanzo di Emile Zola - per nominare a caso un grande famoso sull'orlo del secolo - sembra non solo accertabile in sede di lettura, ma anche dimostrabile in sede critica. Se si paragonano gli argomenti profferti, nel romanzo di Zola troveremo probabilmente una famiglia torbida, un padre ubriaco, una figlia prostituta, la differita constatazione che i poveri sono poveri, che gli avari sono avari e che i parigini abitano a Parigi: se a un tratto apparissero tra i personaggi un egizio, o semplicemente un pesce volante, ho l'impressione che il romanzo barcollerebbe, a dimostrare la fragilità della sua struttura.
Nel romanzo di Shiel vengono proposte invece, tra molte altre cose, e senza barcollare:
  1. la fine del mondo e relativa morte dell'umanità (con la singolare eccezione della moglie del Sultano di Turchia);
  2. la scoperta del Polo Nord, che è un lago pieno di occhi con nel centro un'iscrizione che nessuno mai leggerà;
  3. l'incendio e distruzione con il tritolo di Londra, Parigi, Bordeaux, Bombay, Pechino, Nagasaki, San Francisco e Costantinopoli;
  4. la scomparsa per affondamento dell'intera Italia meridionale (con la singolare eccezione dell'isola di Stromboli e di un frammento della provincia di Enna)
  5. la Seconda Consumazione del Peccato Originale nella cabina di una nave al largo di Portsmouth;
  6. la lotta ventennale tra i Geni del Bene e del Male che si contendono gli ovvi vantaggi di questa ripetizione della Caduta primigenia...

In una pagina qualunque, il lettore troverà la stazione di Euston Road piacevolmente piena di una poltiglia internazionale di cadaveri, qua e là schizzata sulle colonne di sostegno; un tempio interamente costruito d'oro, d'argento, d'ambra, di giaietto e pietre preziose, circondato da un lago di vino rosso; l'unica donna sulla terra, carponi, nuda, ventenne, vista da dietro... Ma il libro ha molte pagine e non sembra possibile, né conveniente elencarne tutte le sorprese: si voleva soltanto segnalare che i normali romanzi della fine Ottocento racchiudevano in genere eventi più comuni, e racchiudevano meno eventi.
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Dipinti di Tom Porta: Progetto Nube Purpurea

giovedì 11 ottobre 2007

Fiordi, Grilli e civiltà

L’annuncio ha colto gli Svedesi alla sprovvista: lunedì 1° ottobre, Alex Schulman, l’autore del blog più letto e ritenuto il più cattivo di Svezia, annunciava la chiusura del suo diario di bordo, ospitato sul sito del quotidiano Aftonbladet. Sono giunti commenti a centinaia, alcuni lo supplicavano di rinunciare alla sua decisione, altri gli esprimevano la loro comprensione, ma vi era anche chi diceva che era tempo che chiudesse il suo blog, intitolato con scarsa modestia: Essere Alex Schulman.
L’autore ha spiegato, durante una conferenza stampa, d’aver a lungo riflettuto prima di decidere. “All’inizio ero davvero innamorato di questo progetto”, ha affermato riconoscendo d’esser rimasto molto sorpreso dal suo successo. In media “Essere Alex Schulman”, lanciato un anno fa, registrava 250.000 visitatori alla settimana. Poi la vicenda ha preso una piega diversa e l’autore non vi si è più riconosciuto. “Scrivere cominciò a procurarmi angoscia, rimorsi, spesso mi sentivo male”.
Alex Schulman fa autocritica, ma se la prende anche con i propri lettori: “Vi è una sete di cattiveria nel Web. Ogni volta che scrivevo su un personaggio noto, si poteva toccare con mano la sete di sangue fra chi lasciava il suo commento. Ridevano con crudeltà, scrivendo che volevano di più, di più, di più, e proponevano altri nomi contro i quali dovevo lanciare i miei strali”. Il suo disgusto non faceva che aumentare: “Ero sconvolto io per primo dalla mia durezza e insensibilità”.
Così ha messo fine al suo progetto che nelle intenzioni originali doveva essere letterario.
La morale di questa storia? La mia l’ho sintetizzata nel titolo.

giovedì 7 giugno 2007

Mondi paralleli - 3 (postilla a un post)


Poteri occulti avranno colpito? Non ci è dato saperlo; di certo però è sparito l'archivio completo dei passaggi verso le Città Oscure (v. post del 22 maggio).
Forse si è nascosto nei sotterranei dell'Università di Bruxelles, o nel metro parigino o nelle cantine della "Fetta di polenta". Oppure è entrato nella Rete parallela di un mondo parallelo.
Mistero s'aggiunge a mistero...

martedì 22 maggio 2007

Mondi paralleli - 2



Non sono solo la forma e le misure a fare di questa casa torinese una cosa dell'altro mondo: solo pochi iniziati lo sanno, ma è un passaggio verso le Città Oscure. Soprannominata "Fetta di polenta", fu progettata da Alessandro Antonelli (l'architetto massone che disegnò anche la Mole) è alta 27 metri, lunga 27 metri su via Giulia Di Barolo, larga 5 metri su corso San Maurizio e 0,70 metri sul lato opposto. E' però un edificio abitativo a tutti gli effetti. Visse qui Niccolò Tommaseo, l'autore del primo grande dizionario della lingua italiana. Con tutta probabilità fu lui a scoprire il passaggio verso le Città Oscure, perché in quel mondo i linguisti sono tenuti in gran conto e hanno diritto alla cittadinanza onoraria. Benché il Potere mondiale tenga ben celata tale realtà, oggi è possibile accedere all'archivio completo ed esaustivo delle Città Oscure e dei transiti fra questo e quel mondo.






Questo è il misterioso ingresso all'Archivio delle Città Oscure

Mondi paralleli - 1


E' inarrestabile l'espansione di Second Life, quest'universo in cui ci si inventa un'esistenza parallela? Lanciata nel 2003 dalla società americana Linden Lab, Second Life rivendica a tutt'oggi 6 milioni di visitatori e 1,2 milioni di residenti attivi, o avatars. Il 18 maggio l'Istituto Svedese, un ente del Ministero degli Esteri che ha il compito di fornire informazioni sul paese, ha annunciato che la Svezia sarà la prima nazione ad aprire un'amabasciata in questo mondo virtuale. L'apertura è prevista per il 30 maggio: sarà un portale informativo che non rilascerà visti, ma fornirà indicazioni sulle pratiche amministrative, consentendo così ai visitatori di ottenere i documenti nella vita reale.Nel frattempo gli abitanti e gli ospiti di Second Life possono immergersi nel Festival di Cannes, qui riprodotto in 3D. Avranno la possibilità di calcare le celebri passerelle e persino di avvicinare le stars. Per interposto avatar, s'intende.



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