mercoledì 18 aprile 2007

Un sogno di Gerard de Nerval

Quella notte feci un sogno che confermò i miei pensieri. – Vagavo in un vasto edificio, composto da numerose sale: alcune erano consacrate allo studio, altre alla conversazione o alle discussioni filosofiche.
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Più volte mi smarrii nei lunghi corridoi e, attraversando una delle gallerie centrali, fui colpito da una scena straordinaria. Un essere di grandezza smisurata – uomo o donna, non saprei dire – volteggiava nello spazio sovrastante, esausto, come dibattendosi in mezzo a fitte nuvole. Perso ogni slancio e ogni forza, cadde infine al centro della corte buia e nella caduta le sue ali s’impigliarono, urtando tettoie e balaustre.
Per un istante mi fu possibile contemplarlo. Aveva un colore vermiglio e le ali brillavano di mille riflessi cangianti. La lunga veste dalle pieghe antiche lo rendeva simile all’Angelo della Melancolia di Albrecht Dürer.
Non riuscii a trattenere un grido di terrore che mi svegliò di soprassalto.

Gerard de Nerval
Aurélia

1 commenti:

alice ha detto...

ma che bello questo blog!

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"c'è voluto un grande talento per diventare vecchi senza essere adulti"
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